|
e
ne hanno voluto ripercorrere e
riproporre la ruvida, originale (o è il
caso di dire "originaria"?), selvaggia
bellezza attraverso i loro dipinti, i
loro scritti, i loro diari. Atlantide,
si diceva: il continente misteriosamente
scomparso, inghiottito dalle acque e
forse riemerso, come attraverso un
processo catartico, nei frammenti delle
isole Eolie, affiorate più di 700.000
anni fa, partorite dal mare, testimoni
di ere e di realtà geologiche riportate
in superficie e ancora almeno in parte
tutte da scoprire.
|

© B. Taleni |
Sono nati così, attraverso una
formazione lenta e sofferta, i
paesaggi sorprendenti di queste
terre come sottratte al mare:
scenari unici di grotte, di
faraglioni, di obelischi
naturali, spigolosità alternate
allo stupore di spiagge
nerissime e costituite da
minuscoli frantumi di lava,
pareti improvvisamente lisce e
levigate dal vento. |
Un
mondo pittoresco o fotogenico a seconda
delle epoche,dalle apparenze burbere e
talvolta inquietanti, da scoprire e
ritrarre con attenzione, con il dovuto
rispetto. Eppure c'è chi ha osato, fin
da epoche remotissime, fermarsi qui,
creare insediamenti, vivere. Ché il
terreno vulcanico - oggi si sa, un tempo
lo si scopriva con soddisfazione è
fertilissimo, ideale per praticare
l'agricoltura.
|
Facile a dirsi: ci voleva del
bello e del buono per
ridisegnare il paesaggio,
appianarne pendenze e asperità,
predisporlo ad accogliere le
sementi che avrebbero generato
l'ulivo e la vite così |

©Vittorio
Salamone |
come
il cappero, il mandorlo, il fico:
rimanevano da alzare intere pareti,
incastrare pietra con pietra fino a
erigere lunghi muretti a secco, veri e
propri argini per i terrazzamenti
artificiali, lembi di pianura imposti
dall'uomo, sezioni di campi idonei alla
coltivazione.
Né era agevole ritagliarsi lo spazio
nella vegetazione, un tempo orgogliosa e
selvatica, con i rilievi letteralmente
avvolti dalle foreste di lecci, di
querce, con la macchia mediterranea a
sgomitare fra le righe di un racconto
tracciato dal verde.
La stessa lava fertile sarebbe venuta
bene anche per costruire le prime case:
materiale solido, poroso, perfetto per
isolare tempeste, calure, per riparare
da piogge sospinte dai venti desertici.
Non
c'era tempo per gli estetismi, né
d'altronde li consentiva un materiale
difficile da plasmare |