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Urbania è tra
le Città decorate al Valor Militare per la
Guerra di Liberazione ed è stata insignita
della Medaglia di Bronzo al Valor Militare
per il tragico bombardamento, ancora
inspegato, avvenuto il 23 gennaio 1944 per
mano delle forze alleate, che provocò
devastazioni e 248 vittime civili innocenti.
Per tale motivo Urbania è stata riconosciuta
Città martire della Provincia di Pesaro e
Urbino. Ogni anno la ricorrenza è celebrata
solennemente.
Al giorno d'oggi la città, pur molto
piccola, è un centro turistico, visitata per
il Palazzo Ducale (ora sede di un museo e di
una biblioteca, che conserva mappe del
Mercatore), per le numerose chiese (fra cui
la Chiesa dei Morti, che conserva numerose
mummie naturali di persone morte nel Medio
Evo e nel Rinascimento), per le antiche mura
(dotate di una passeggiata da cui si può
vedere il fiume Metauro, che circonda la
città in una sua ansa), per le stradine
medievali, per la produzione di ceramiche
(le famose ceramiche di Casteldurante).
Oggi, l'antica diocesi di Urbania-Sant'Angelo
in Vado sopravvive unita alla tradizionale
arcidiocesi di Urbino, alla quale venne
accorpata nel 1986, per formare una nuova
unità amministrativa e territoriale:
l'arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo
in Vado, che non è più metropolitana e che
ha la sua sede a Urbino. La cattedrale di
San Cristoforo Martire, diventata
ufficialmente concattedrale, è ora una delle
tre cattedrali dell'arcidiocesi
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