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Il Montiferru è una subregione della
Sardegna centro-occidentale, che prende il nome
dal massiccio di origine vulcanica omonimo. La
massima elevazione è data dal Monte Urtigu (1050
m.). Il complesso vulcanico, spento da più di 1
milione di anni, era caratterizzato da eruzioni
la cui lava nell'incedere finì per creare nuove
terre sia a Est, con il vasto altopiano di
Abbasanta, caratterizzato da terreni basaltici,
sia a Ovest fino alla fascia costiera.
Un'ulteriore testimonianza visibile di questa
attività vulcanica eruttiva è data dalle
scogliere di basalto del litorale poco a Sud di
Bosa. Il massiccio del Montiferru ha
un'estensione di circa 700 km² ed è tra i più
importanti edifici vulcanici dell'isola. Il
territorio del massiccio non presenta più i
tipici fenomeni di vulcanesimo secondario, ma
l'area è ricca di acque sorgive che vanno ad
alimentare gli affluenti del Rio Mannu. La costa
del Montiferru è quasi completamente alta e
frastagliata, con pochi approdi.
Secondo osservazioni basate sull'area di
territorio di origine basaltica intorno al
massiccio, il vulcano doveva raggiungere
un'altezza di circa 1600-1700 metri s.l.m.. La
successiva erosione degli agenti atmosferici ha
ulteriormente contribuito a trasportare le rocce
a fondovalle in un raggio di circa 15 km.
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