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La storia del
Gran Paradiso è strettamente intrecciata con
la salvaguardia del suo animale simbolo: lo
stambecco (Capra ibex ibex). Questo
ungulato, un tempo largamente diffuso a
quote elevate, oltre il limite del bosco, su
tutto l'arco alpino è stato oggetto di
caccia indiscriminata per secoli. I motivi
per cui lo stambecco era una preda così
ambita dai cacciatori erano i più disparati:
la succulenza delle sue carni, alcune parti
del suo corpo erano considerate medicinali,
l'imponenza delle sue corna ricercate come
trofeo e persino il potere afrodisiaco
attribuito ad un suo ossicino (la croce del
cuore) spesso utilizzato come talismano.
All'inizio del XIX secolo si riteneva che
questo animale fosse ormai estinto in tutta
Europa finché l'ispettore forestale
valdostano Delapierre (detto anche Zumstein,
secondo la parlata di Gressoney) scoprì che
negli impervi e scoscesi valloni che
discendono dal massiccio del Gran Paradiso
ne sopravviveva una colonia di circa cento
esemplari..............
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